NOTA DI DEGUSTAZIONE
Colore rosso intenso. Al naso emergono profumi di frutti rossi come ciliegie e lamponi, arricchiti da sottili note speziate, frutto del suo affinamento in barrique. Al palato, si rivela un vino succoso e fresco, con tannini morbidi che lo rendono estremamente piacevole. Il finale è persistente, lasciando una sensazione di frutta matura che invoglia a continuare a gustarlo. Un vino accessibile e ricco di carattere.
ABBINAMENTO
Si abbina a Formaggi stagionati, Funghi, Carni rosse, Salumi, Legumi.
CANTINA
Alla fine degli anni ’80, il Priorat (in Catalogna) era una regione montuosa, povera e quasi del tutto abbandonata. Álvaro, insieme a un piccolo gruppo di pionieri (la famosa “Banda dei Cinque”), intuì il potenziale pazzesco di quelle vigne vecchissime arrampicate su scisti calcarei (la tipica roccia locale chiamata Llicorella). Ha preso la Garnacha (Granaccia) e il Cariñena, vitigni storici della zona, dimostrando che potevano generare vini di un’eleganza monumentale, e non solo rossi pesanti e alcolici. Oggi i suoi vini sono passati da uno stile muscolare a una finezza impressionante, tesa e minerale. La classificazione alla borgognona: Palacios è stato il motore principale per introdurre nel Priorat una classificazione piramidale rigorosa basata sul terroir: vini regionali, vini di villaggio (Vi de la Vila) e Cru (Vinya Classificata). Álvaro Palacios non si è fermato al Priorat. Ha portato la sua visione in altre due zone della Spagna, stravolgendone le sorti:
Descendientes de J. Palacios (D.O. Bierzo): Fondata insieme al nipote Ricardo, questa cantina è diventata il punto di riferimento mondiale per il vitigno Mencía. Anche qui vigne vecchie, pendenze vertiginose e agricoltura biodinamica. Il loro vino d’ingresso, Pétalos del Bierzo, è un successo commerciale planetario per fragranza e mineralità; mentre il top di gamma La Faraona è un altro pezzo da collezione introvabile. Palacios Remondo (D.O.Ca. Rioja): È la cantina storica di famiglia ad Alfaro (Rioja Oriental). Quando Álvaro ne ha preso in mano le redini, ha ridotto l’uso del legno invasivo, ha eliminato i vitigni internazionali e ha scommesso tutto sulla valorizzazione della Garnacha nativa (con etichette celebri come La Montesa e il grandissimo bianco Plácet).






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