Chianti Classico 2021 – Castellare di Castellina

Annata: 2021

Denominazione: Chianti Classico DOCG

Vitigni: Sangiovese, Canaiolo

Alcol: 14% Formato: 0.75l

Temperatura di servizio: 16/18°C

Bernardi Rate: 85/100

Tipologia: Rosso Toscana

Peculiarità: Solo vitigni autoctoni, senza Cabernet né Merlot, per mantenere la formula più tipica del più famoso dei vini italiani, senza correre dietro alla moda che, usando anche vini del Sud fa diventare scuro il bellissimo rosso rubino del Sangioveto. Il Chianti Classico di Castellare di Castellina è da sempre uno dei vini simbolo della denominazione. Un rosso naturalmente frutto di sole varietà autoctone, un vino che non ha mai avuto bisogno di rincorrere quella moda che, dagli anni 90 in poi, ha visto progressivamente aumentare la quota di vitigni internazionali nel taglio storicamente composto da sangiovese e da canaiolo. Di chiaro stampo tradizionale, viene lasciato fermentare in acciaio e maturare per circa 7 mesi in grandi botti di rovere.

24.00

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NOTA DI DEGUSTAZIONE

Colore rosso rubino brillante con riflessi in porpora. Grazie all’armonia dei tannini, uniti alla delicata complessità dei profumi e alla nota finale di dolcezza dà una sensazione in bocca di perfetto equilibrio.

ABBINAMENTO

Un vino molto versatile che preferisce piatti strutturati e importanti. Sicuramente si abbina bene anche con piatti umidi e formaggi di media stagionatura.

CANTINA

Castellare di Castellina è nata dall’unione di quattro poderi (Castellare, Caselle, San Niccolò e Le Case) realizzata da Paolo Panerai con l’obiettivo di produrre vino della migliore qualità possibile. Erano gli anni 70 in cui era iniziato il cosiddetto Rinascimento del vino italiano. Un Rinascimento a cui Castellare ha avuto modo di dare il proprio contributo, tenendo insieme tradizione e innovazione. La tradizione nella cura delle vigne e dei terreni, distinti tra campi e sodi (laddove campi sono i terreni più facili da lavorare e sodi gli appezzamenti più duri ma migliori per la coltivazione della vite), nella scelta di produrre ancora un vino secondo il metodo del governo alla toscana, di rispettare il Chianti Classico usando solo vitigni autoctoni e di produrre un grande vino, riconosciuto a livello internazionale come uno dei più grandi rossi al mondo, usando solo vitigni autoctoni toscani. L’innovazione è stata perseguita in primo luogo con la realizzazione del primo vigneto sperimentale del Chianti insieme all’Università di Milano, guidata dal Professor Attilio Scienza, e all’Università di Firenze per attuare la prima selezione scientifica dei cloni del Sangiovese (qui chiamato Sangioveto). E poi con l’introduzione dell’uso della barrique in seguito a studi attenti e ai consigli di Emile Peynaud, il più celebre enologo che si ricordi, oltre alla cura costante di ogni processo di cantina che continua ancora oggi in quel lavoro incessante e sempre nuovo che è il produrre vini di qualità. Una storia che dimostra come tradizione, anche nelle strutture, e innovazione possano far ottenere il meglio dalla terra e mostrare alle nuove generazioni quanto sia stata dura ma fondamentale per il paesaggio straordinario del Chianti il lavoro e la vita dei Mezzadri, cioè coloro che conducevano i poderi senza esserne né padroni né operai. Ai Mezzadri, alla loro opera, Castellare ha dedicato una scultura di Matteo Spender installata nel centro di Castellina. Le due foto del grande ritrattista Giuseppe Pino illustrano quel sacrificio ma anche quella gioia che produrre vino porta con sé.

Peso 1 kg
Vitigno

Canaiolo, Sangiovese, Sangiovese Grosso

Regione

Toscana

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