NOTA DI DEGUSTAZIONE
Colore giallo paglierino brillante con riflessi leggermente dorati e una bellissima luminosità nel calice, specchio del lungo affinamento sulle fecce fini. Al naso è intenso, profondo e in continua evoluzione. Esordisce con spiccate note citrine di lime e pompelmo giallo, seguite da cenni di pesca bianca e nespola. L’impronta territoriale è fortissima: emergono netti sentori iodati, di brezza marina, alghe secche e una pietra focaia tagliente. Con l’evoluzione nel calice sviluppa sfumature di cera d’api, erbe aromatiche spontanee e una fine nota idrocarburica. Al palato colpisce per il perfetto contrasto tra volume e tensione. L’ingresso è succoso e avvolgente, grazie alla cremosità donata dal cemento e dal legno di castagno. Questa morbidezza iniziale viene immediatamente travolta da un’acidità sferzante, quasi elettrica, e da un finale marcatamente salino e minerale. Il sorso è lunghissimo, pulito, e lascia la bocca fresca con un ritorno citrino e ammandorlato.
ABBINAMENTI
Si abbina a crostacei, molluschi e frutti di mare. Con grandi pesci al forno o al sale. Per un abbinamento territoriale perfetto, servilo con il Pulpo alla Gallega (polpo bollito con patate, olio d’oliva e pimentón) o con i Percebes. Si integra magnificamente con il Sushi d’alta gamma e con il Sashimi, dove l’acidità taglia la texture burrosa del pesce crudo. Ottimo con spaghetti alle vongole veraci, linguine all’astice o un risotto ai frutti di mare. La sua struttura regge senza problemi la componente amidacea del piatto. Sorprende in accostamento a formaggi caprini freschi o a pasta molle e mediamente stagionati (come il tipico Queixo Tetilla galiziano).
CANTINA
Il progetto dietro al vino Sal da Terra (originariamente “Salt of the Earth Project”) non è una semplice operazione commerciale, ma il racconto di un’amicizia nata attorno a un tavolo tra quattro figure di spicco del panorama vitivinicolo internazionale. Nel 2017 tre influenti esperti del mercato britannico – Jamie Goode (noto scienziato e critico enologico di Wine Anorak), Ben Henshaw (fondatore del prestigioso importatore Indigo Wine) e Daniel Primack (massimo esperto e distributore di calici d’alta gamma Zalto) – decidono di lanciare una sfida. L’obiettivo? Dimostrare al mondo che il vitigno Albariño, spesso associato solo a vini beverini e commerciali, è in grado di generare bianchi monumentali, complessi e straordinariamente longevi. Per farlo, si sono rivolti a una vera e propria leggenda della Galizia: Eulogio Pomares.
Eulogio Pomares è una figura cardine della viticoltura atlantica spagnola. Sebbene partecipi con entusiasmo a collaborazioni di nicchia come questa, Pomares è prima di tutto un produttore indipendente di caratura mondiale. Guida infatti la storica cantina di famiglia Bodegas Zárate (punto di riferimento in Rías Baixas sin dal 1720) e il suo progetto personale e familiare Fento Wines. Noto per il suo approccio artigianale, biologico e profondamente legato al terroir, Eulogio è un archeologo delle vigne, capace di tradurre la spinta salina dell’Oceano in liquidi di precisione chirurgica.
Sal da Terra rappresenta l’unico e solo vino nato dalla sinergia tra Pomares e il trio britannico: una micro-produzione limitata a pochissime migliaia di bottiglie all’anno, concepita attraverso sessioni annuali di assaggio e blending collettivo tra i quattro partner. La grandezza di Sal da Terra risiede nel perfetto assemblaggio di opposti, sia in vigna che in cantina. Il risultato è un Albariño teso, marino e profondo, capace di evolversi magnificamente in bottiglia dai 5 ai 10 anni, trasformando i freschi sentori agrumati e salini della giovinezza in note complesse di idrocarburo, cera d’api e frutta sciroppata che ricordano i grandi Riesling internazionali.
Il successo di questa filosofia ha spinto il gruppo britannico a espandere il format “Salt of the Earth” oltre i confini spagnoli. Applicando lo stesso concetto di purezza e salinità minerale, il team ha successivamente collaborato in Germania con la stella del Rheingau Theresa Breuer (Weingut Georg Breuer), dando vita a una seconda referenza parallela: il Riesling Salz der Erde.






Reviews
There are no reviews yet.