Brunello di Montalcino DOCG Riserva 1983 – Biondi Santi (in cassa legno)

Annata: 1983

Denominazione: Brunello di Montalcino Riserva DOCG

Vitigni: Sangiovese grosso 100%

Alcol: 13.5% Formato: 0.75

Temperatura di servizio: 16/18 °C. Affinchè il vino possa esprimersi al meglio, la bottiglia va aperta almeno 8 ore prima di essere bevuta.

Bernardi Rate: 100/100

Tipologia: Rosso Toscana

Abbinamento: Secondi di carne, Selvaggina

Peculiarità: Uno dei più grandi vini italiani, bottiglia che non ha bisogno di presentazioni tali sono la sua fama la sua leggenda, in tutto il mondo. Un mito che si perpetua di anno in anno grazie ad un livello qualitativo unico ed inimitabile. Il Brunello di Montalcino Riserva di Biondi Santi viene da sempre prodotto dai vigneti del Greppo solamente in quelle vendemmie considerate come eccezionali. Un classico, la cui maturazione di 36 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia è la stessa da oltre un secolo. Il Brunello di Montalcino Riserva DOCG di Biondi Santi è un vino che fa della sua eleganza e della sua assoluta classe le sue più importanti caratteristiche, oltre ad avere una longevità probabilmente superiore a qualunque altro vino rosso italiano. Non è un caso che nelle cantine della Tenuta riposino bottiglie centenarie ancora in perfette condizioni.

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CANTINA

Biondi Santi, la storica cantina, arrivò a sedersi sul trono della collina di Montalcino. Fino al 1825 il vino più famoso e apprezzato in quel fazzoletto di terra toscana era il Moscadello, un bianco leggermente dolce e di facile beva. Fu proprio in questi anni che sulla scena arrivò Clemente Santi, il quale iniziò ad incuriosirsi e studiare le caratteristiche di un clone del vitigno Sangiovese, il Sangiovese Grosso, chiamato Brunello dai cittadini locali per il colore intenso e scuro del suo manto. La storia riprese nel 1860 quando Ferruccio Biondi-Santi, nipote di Clemente e figlio legittimo di Jacopo Biondi e di Caterina Santi, iniziò a produrre un rosso a base di questa uva che dimostrò subito di avere tutte le carte in regola per poter diventare qualcosa di straordinario. Proprio in quegli anni la catastrofe portata dall’insetto della fillossera colpiva le viti e saccheggiava i raccolti come una vera e propria epidemia, mangiando tutto quello che trovava sul suo cammino. Così gli agricoltori, spaventati e impauriti dai danni dell’insetto, cercarono di ottenere un rapido riscontro finanziario delle nuove viti, vendendo i vini rossi sul mercato nel modo più veloce possibile. Ferruccio non era della stessa opinione e remò in controtendenza. Pensava che il vino era l’amico più fedele del tempo e che soltanto con il passare degli anni esso poteva diventare grande. Così vinificò in purezza il Sangiovese Grosso che coltivava nella sua tenuta il Greppo e lo aspettò a lungo in cantina fino al raggiungimento del suo perfetto grado di maturazione. Qualche anno dopo lo assaggiò e sbalordì ogni cittadino. Quel giorno rimase nella storia perché nacque il primo e storico Brunello, le cui radici rimangono per sempre legate alla famiglia Biondi Santi. Da quel giorno il prestigio e la fama di questo marchio cominciò ad aumentare di valore, grazie a interventi mirati, modernizzazione delle tecniche e a selezione dei migliori ceppi di Sangiovese.

Peso 1 kg
Regione

Toscana

Vitigno

Sangiovese Grosso

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